Il progetto di Renzo Piano

A pochi passi dalla stazione di Lodi si trova uno dei monumenti contemporanei di maggior pregio di Lodi: la Bipielle City progettata dal Renzo Piano Building Workshop.

Il luogo sul quale sorge il Centro direzionale della Banca Popolare di Lodi, è un’area di circa 40.000 mq lasciata libera dallo stabilimento della Polenghi Lombardo.

«Ciò che sorgerà sarà un vero e proprio frammento di città, che tenga conto della città attuale e di quella storica nel suo divenire nel corso dei secoli. Non solo, ma abbiamo tenuto conto di parecchi fattori quali, ad esempio, il territorio dov’essa è inserita e la suddivisione urbanistica della città, con le sue peculiari caratteristiche architettoniche. Ed anche nella costruzione del nuovo complesso si terrà conto del rapporto con la città, utilizzando, sin dove è possibile, materiale edilizio analogo a quello delle costruzioni circostanti, vale a dire, il mattone e il cotto».

Con queste parole dello stesso Renzo Piano, si può riassumere l’intento che era alla base dell’intero progetto: costruire un edificio che richiami l’impianto del precedente e che rispetti il contesto in cui verrà inserito, tenendo conto della storicità del luogo, delle sue architetture e dei materiali che le costituiscono.

Lo stile della Bipielle City

« […] Lodi è una città antica, una città che ha una memoria storica e lo si vede da tante cose: le sue vie, le sue piazze, i suoi palazzi con quei cortili appartati, quasi nascosti, alcuni dei quali celano bellissimi giardini. Il progetto tiene conto di tutto questo e il complesso degli edifici si inserirà perfettamente nel tessuto non solo urbanistico, ma anche sociale della città e del territorio.»

La Bipielle City non avrebbe imposto uno stile proprio, ma si sarebbe accordata non solo con il contesto dall’aspetto architettonico peculiare, ma anche con la comunità.

Un frammento di città

Il nuovo complesso sorge ai margini dell’antica cinta muraria, tra l’edificio della stazione e l’inizio del tessuto storico della città, in una zona che appare come una sfrangiatura rispetto al centro compatto, nella quale si trovano costruzione eterogenee (residenziali, uffici, piccole industrie). Proprio in questo senso viene definito un “frammento di città”.

L’edifico assume una forma allungata per creare una sorta di limite, ma nello stesso tempo per fare in modo che esso entri a far parte della città, o meglio, per portare la città dentro la Banca. All’interno di questo bastione, cinque corpi cilindrici di diverso diametro e altezza si configurano in maniera dinamica attorno al volume maggiore dell’auditorium, riprendendo così metaforicamente la struttura urbana di Lodi, città di torri e campanili che caratterizzano il centro. La piazza in particolare è sottolineata dalla presenza di una tensostruttura in vetro e acciaio, definendo così una copertura a ventaglio. La leggerezza e la trasparenza sono infatti componenti importanti, nell’ottica di non volersi imporre troppo in un luogo.

Degno di nota è infine l’Auditorium Bipielle, una vera e propria architettura acustica. Alcuni globi appesi al soffitto, riflettono il suono verso la platea. Inoltre tutti i materiali all’interno della sala, partecipano per la massima resa sonora. L’auditorium è anche una sala per concerti, convegni e assemblee.

Author

Valentina Carozza

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