La biblioteca dei Filippini è un prezioso fondo custodito all’interno della Biblioteca Laudense. L’intero complesso è collocato nel Palazzo San Filippo, esempio pregevole dello stile barocco lombardo della seconda metà del ‘700, un tempo sede della congregazione dei Filippini.

I monaci si stabilirono a Lodi fin dal 1622 e realizzarono la loro sede insieme alla chiesa di San Filippo entro il 1645.

Nel 1749, i fratelli Sartorio furono incaricati di demolire lo stabile occupato fino a quel momento e di costruirne uno nuovo. La realizzazione del complesso terminò nel 1758. Nello stesso anno il Ferrari anno dipinse l’affresco con “San Filippo in contemplazione della croce”, che decora la grande sala a volta che oggi ospita la biblioteca dei Filippini. Oppizio, celebre intagliatore dell’epoca, si occupò invece di realizzare le grandi armadiature in noce che arredano le pareti.

Cosa custodisce la biblioteca dei Filippini?

In questa sala si trova un fondo costituito da circa 11000 volumi. La libreria conserva preziosi manoscritti, incunaboli e cinquecentine datati tra il XVII e XVIII secolo. Da essi si evince l’interesse dei monaci soprattutto per le scienze letterarie e storiche.

Alla biblioteca dei Filippini confluirono inoltre i volumi provenienti dalle biblioteche dei conventi chiusi in seguito alle soppressioni francesi, fra cui quelli dei Cappuccini di Caravaggio, degli Olivetani di San Cristoforo e degli Agostiniani di Sant’Agnese di Lodi.

La biblioteca aprì al pubblico nel 1792, ma con l’arrivo di Napoleone e delle truppe francesi, nel 1796 i Filippini decisero di chiuderla temporaneamente. Riaprì infatti due anni dopo e nel 1802 diventò proprietà della Città di Lodi.

Oggi la biblioteca è visitabile solo su appuntamento e vi si può accedere in piccoli gruppi. L’ambiente è infatti sottoposto a temperatura e umidità controllata per preservare la conservazione dei volumi.

Una piccola curiosità: all’epoca della sua apertura, le donne con i bambini non potevano accedervi perché considerati “troppo rumorosi”.

 

Author

Valentina Carozza

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