Il convento di San Domenico

Le vicende che riguardano il convento e la chiesa di San Domenico, attuale sede degli uffici della Provincia, ci arrivano da un prezioso manoscritto dello storico Defendente Lodi intitolato “Catalogo di Monasteri di monaci e monache tanto antichi quanto moderni della città di Lodi e sua diocesi”. I domenicani giunsero a Lodi nel 1253. In quell’ anno, il consiglio generale della città concede ai frati alcune terre fuori le mura, nei pressi di Porta Regale. Solo più tardi, si trasferirono in città nei pressi della parrocchia di San Vito.

La costruzione del convento di San Domenico cominciò dopo il 1255, seguendo uno schema ben preciso che si atteneva alle regole dell’ordine domenicano. Una chiesa con l’asse longitudinale sulla direttrice est-ovest, con la sala capitolare al piano terreno e biblioteca al primo piano. Le celle dei frati si trovavano nel corpo perpendicolare alla chiesa e il refettorio perpendicolare alla sala capitolare. Nonostante le vicende in cui la città era coinvolta (assedi, saccheggi, lotte intestine tra le fazioni), la fabbrica continuò ad avanzare ed ampliarsi, grazie anche ad alcune donazioni e lasciti testamentari.

La chiesa di San Domenico

La costruzione della chiesa di San Domenico non avvenne in coincidenza con l’insediamento dei frati.  L’edificazione avvenne circa 15 anni dopo, nel 1271. Si costruì per prima la cappella maggiore, dove era presente un’immagine rappresentante la Madonna con il Bambino e San Domenico in piedi nell’atto di ricevere il modellino della cappella da un personaggio inginocchiato. Le cappelle minori furono innalzate in seguito in più fasi, motivo per cui presentano stili architettonici eterogenei. Esse avevano dedicazioni diverse e detenevano alcuni patronati per assicurare il culto divino. La cappella più importante di tutti, che era la più frequentata ed officiata e che è anche l’unica ad essere giunta fino a noi, era quella del Santissimo Rosario, opera dell’architetto milanese Pellegrino Tibaldi. I dipiniti che la decorano sono di Giovanni Battista Trotti detto il Malosso. L’erezione di questa cappella iniziò nel 1582.

La soppressione della chiesa e del convento di San Domenico

Nel 1798, con le soppressioni napoleoniche, numerose chiese e conventi divennero sede di uffici pubblici, con conseguenze pesanti sull’immagine delle città. Lodi perse l’armonia del suo aspetto medievale: gli edifici soppressi si trasformarono molto spesso in caserme, cavallerizze, magazzini per rispondere alle esigenze belliche. E’ quello che accadde anche al convento di S.Domenico: nel 1807 l’ex chiesa divenne una cavallerizza; nel 1881 furono costruiti due edifici adiacenti all’ex cappella del Santissimo Rosario, uno adibito a magazzino per le armi, l’altro come scuderia per i cavalli. Le celle dei monaci divennero alloggi per le truppe.

Tra gli ambienti più suggestivi del convento si segnala la Sala delle Colonne, una sala di vaste dimensioni coperta da una volta a botte sorretta da grosse colonne allineate al centro. Si è pensato si trattasse del tempio pagano dedicato ad Ercole, antecedente la fondazione della città. Una leggenda narra che in questa sala, ambasciatori e capi di stato presenziarono alla firma della Pace di Lodi nel 1454, che garantirà all’Italia un periodo pacifico lungo quarant’anni.

In ultimo il chiostro piccolo, utilizzato nel tempo come area cimiteriale. Le indagini archeologiche in questa zona del convento hanno portato alla luce alcune tombe, costituite da sepolture semplici in fossa o in casse di laterizi.

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Valentina Carozza

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